Written by MB

Orario settimana stop didattico

Anche quest’anno il Consiglio d’Istituto ha stabilito una settimana di stop didattico per permettere alle famiglie che intendono trascorrere un periodo sulla neve o quelle che riescono a ritagliarsi qualche giorno insieme di non aver l’obbligo della frequenza a scuola. In questa settimana per la scuola dell’infanzia non ci sono cambiamenti (a parte il giorno di chiusura venerdì 23), per tutti gli ordini di scuola sono assicurati degli insegnanti solo nell’orario mattutino dalle 8,00 alle  14,00 (il pranzo è per tutti alle 13,00).

A livello scolastico non si considerano giorni di assenza né sono necessari permessi di entrata in ritardo o uscita anticipata. Il giorno venerdì 23 febbraio è vacanza data dalla scuola per tutti gli ordini di scuola, infanzia compresa

Nella settimana dal 19 febbraio a giovedì 22 i professori che alle medie e al liceo assicurano la loro presenza per ripassi, spiegazioni personali, approfondimenti sono i seguenti:

Presenze alle medie 

Monday Tuesday Wednesday Thursday
8,00 -9,00 BANAUDI ASTRUA PADOVANO PADOVANO
9,00 -10,00 PICARDI ASTRUA PADOVANO PADOVANO
10,00  11,00 PICARDI ROSSI GARCIA PADOVANO
11,00 – 12,00 LOVESIO ROSSI PELOSI LAPIDE
12,00 -13,00 LOVESIO ROSSI PELOSI LAPIDE
13,00 -14,00 LAPIDE LAPIDE LAPIDE LAPIDE

 

Presenze al Liceo

Monday Tuesday Wednesday Thursday
8,00 -9,00 BISIO PANARO VIALE/

PADOVANO

VIALE
9,00 -10,00 BISIO PANARO PICARDI/

PADOVANO

PANARO
10,00  11,00 BISIO PANARO PICARDI PANARO
11,00 – 12,00 PICARDI- MISTRALI MISTRALI

PEDRUCCI

PEDRUCCI

PADOVANO

PADOVANO
12,00 -13,00 PICARDI- MISTRALI MISTRALI

PEDRUCCI

 

PEDRUCCI

PADOVANO

PADOVANO
13,00 -14,00 LAPIDE LAPIDE LAPIDE LAPIDE

 

Written by MB

Giorni di verifica e riflessione – appuntamenti di febbraio

Nonostante il titolo di questa composita circolare dica il contrario, mi preme iniziare questa comunicazione con alcuni appuntamenti importanti dei prossimi giorni…

Incontro docenti -famiglie

Come di consuetudine, la settimana dopo lo svolgimento degli scrutini e la distribuzione delle pagelle si avrà la possibilità di parlare con i docenti sul rendimento in ogni singola disciplina in un orario diverso da quello normale di ricevimento settimanale.

Per precisione, mercoledì 14 febbraio, dalle 17,00 alle 19,30, i docenti della Scuola Secondaria di primo grado e del Liceo saranno tutti presenti nelle aule della scuola per incontrare ordinatamente quei genitori che desiderano chiarimenti e indicazioni sul rendimento scolastico del figlio.

Analogamente anche le maestre della Primaria, nello stesso giorno, riceveranno le famiglie dalle ore 15,00 alle 17,00.

Le ceneri

Ogni tanto vanno ricordati i fondamentali, lo Champagnat non è una parrocchia e non è un’aula di catechismo. Ma è una scuola cristiana, un luogo dove, senza imposizioni né chiusure, si offre una tradizione vivente fatta di fede, di convinzioni religiose, di simboli e immagini cattolici. Perché ci sembra importante crescere con delle radici. Per questo a certi gesti, anche se difficili da interpretare nei nostri tempi, ci teniamo. La preghiera, il rispetto per i valori religiosi, l’amore a Nostro Signore, presepi, pasque e pellegrinaggi noi li facciamo. Fuori moda? La scuola di san Marcellino la pensa diversamente: dentro l’Eterno, che poi è l’unica cosa che rimane…

Il gesto delle ceneri, inizio del cammino della Quaresima, verrà conferito Mercoledì 14 febbraio, per il Liceo da  Don Matteo Pescetto alle ore 8,00, per la scuola Primaria (solo 3°,4°,5°) alle ore 10,00, verranno distribuite da padre Ferdi di Boccadasse e per la scuola media alle ore 11,30, responsabile fr. Massimo

Incontro di formazione politica: “Onesti cittadini

Nella nostra scuola abbiamo un buon numero di cittadini che il 4 marzo eserciteranno per la prima volta il voto, “un diritto, un dovere,  per decidere le sorti del nostro paese” (parole del nostro presidente Mattarella). Con il breve titolo Onesti cittadini, abbiamo pensato di offrire ai nostri ragazzi più grandi una riflessione apartitica, ma molto politica, sull’importanza di questo appuntamento elettorale. Ci guiderà un relatore di eccezione, padre Francesco Cavallini, gesuita e responsabile spirituale dell’Università di Genova.

L’incontro sarà giovedì 15 febbraio, dalle 9,00 alle 10,30. Sono stati invitati anche altri giovani rappresentanti di scuole amiche. Diciottenni, la politica è una forma altissima di servizio e, per un cristiano, di carità. Partecipiamo con interesse e senso di responsabilità.

Settimana di stop didattico

È da lunedì 19 febbraio a giovedì 22 (il giorno venerdì 23 febbraio la scuola rimane chiusa in tutti i suoi ordini, dall’Infanzia al liceo, come da calendario approvato dal Consiglio di Istituto). In questa settimana le famiglie possono prendere un momento di svago sulla neve. Per chi, come il sottoscritto, non può muoversi, la scuola non chiuderà e i servizi saranno i seguenti:

La scuola dell’infanzia non subisce variazioni,

Per gli altri ordini di scuola l’orario al mattino cambierà a seconda delle presenze, ma le attività didattiche vengono fermate per avere tempo per ripassi, interrogazioni, studio personale. La mensa sarà assicurata, ma alle ore 14,00 si finiranno tutte le attività, quindi non ci saranno né studio assistito, né rientri, né laboratori.

Ospiti e collaboratori internazionali dello Champagnat

Penso che tutte le famiglie, dall’Infanzia in su, sappiano che la scuola sta facendo dei passi avanti ancora timidi ma già significativi, per rendere il nostro istituto un luogo dove i ragazzi possano respirare il mondo. Abbiamo sempre più alunni che provengono da altri paesi (e lo riteniamo un vanto e una grande opportunità), stiamo dando sempre più importanza alle lingue, favoriamo le esperienze all’estero come classe e come singoli, accogliamo volontari e volontarie di tutto il mondo. Proprio in questa linea sono lieto di comunicare che per le prossime cinque settimane, fino al 23 di marzo, saranno operative nella scuola in vari settori due studentesse volontarie che parleranno con i nostri alunni e docenti solo in inglese. Sono due volontarie dell’associazione internazionale Aiesec che ci dà una garanzia sulla qualità e affidabilità delle due studentesse: Jelena, proveniente dalla Serbia e Anastasia che viene dall’Ucraina.

All’inizio del mese di aprile invece saranno presenti nella nostra scuola, all’interno del progetto di scambio che ha già visto due classi nostre andare da loro, 13 alunni e tre docenti della nostra scuola marista di Chicago, seguiranno altre notizie….

 

Written by MB

OpenDay 19 e 20 gennaio… quanta partecipazione!

In questo weekend si sono svolti gli OpenDay dell’Istituto Champagnat e la risposta che abbiamo avuto dalle famiglie è stata calorosa. Hanno partecipato oltre 200 famiglie, visitando il nostro Istituto in questi 2 giorni di confronto.

Abbiamo avuto modo di presentare i nuovi indirizzi internazionali della nostra scuola, che sono stati accolti con entusiasmo e grande interesse. Un successo che ci fa sentire orgogliosi di far parte di questa scuola che scommette sul cambiamento, sulla crescita, sulla fedeltà e sulla ricerca.  Un nuovo piano formativo internazionale e un forte abbassamento dei prezzi per le classi prime, nel rispetto dei nostri valori di sempre.

Vi aspettiamo per l’iscrizione e per unirvi a noi, scegliendo l’Istituto Champagnat come soluzione per il prossimo anno.

Written by Giada

Lettera agli amici dello Champagnat nel primo giorno delle iscrizioni

Agli amici di ieri e di oggi dell’istituto Champagnat
Con la parola amico dello Champagnat intendo un numero vasto di persone:

  • Prima di tutto le famiglie che oggi hanno i figli che frequentano qualunque classe dell’Istituto Champagnat, dai più piccoli della Scuola dell’Infanzia fino alla Quinta Liceo, quelli che fra poco più di un mese voteranno, per intenderci.
  • I docenti e i collaboratori della scuola, alla quale sono legati da un contratto lavorativo, ma ancora più in profondità da un progetto condiviso e da memorie vitali e anche travagliate.
  • Gli ex alunni e le loro famiglie, comprese quelle che i Fratelli Maristi li hanno conosciuti in Via Casaregis, a Camogli o a Villa Serra, nella villa di Albaro o nell’edificio grigio di Via Caprera, perché dal 1905 ne sono cambiate di cose
  • I cittadini e i cristiani genovesi che quando leggono il numero delle scuole cattoliche chiuse l’anno scorso in Italia (400) si fanno pensosi su quale furto di libertà e di esperienza stiamo permettendo a danno delle nuove generazioni
  • A tutti i credenti che riconoscono l’importanza di avere una scuola dove l’esperienza religiosa e spirituale non è un “fenomeno culturale”, ma anche, nella libertà di ciascuno, adesione del cuore e scelta di vita che informa tutta l’esistenza
  • E, certo, anche alle persone sportive che con la chiusura del Centro sportivo e delle piscine della scuola hanno perso un luogo sano di cura della persona e di spirito di gruppo e non vedono l’ora che uno spazio così funzionale venga riaperto superando le lungaggini burocratiche e gli attriti inutili.

Dopo questo lungo elenco delle persone a cui mi rivolgo preferisco entrare subito nel vivo: questi sono i giorni delle iscrizioni in tutti gli ordini di scuola, giorni di open day e di scelte, di paragoni e di decisioni importanti per quella parte di cittadini che vive il tempo (i primi venti anni, all’ingrosso) della formazione e della crescita. Chiunque ha figli o ha a cuore la generazione che viene si fa delle domande importanti alle quali non è facile rispondere.

  • Che mondo stiamo consegnando agli uomini di domani?
  • Come possiamo comunicare cultura, responsabilità, entusiasmo ai nostri giovani?
  • Quale tipo di ambiente e di relazioni umane sono più propizie alle domande profonde che i nostri ragazzi si portano dentro?

Quali risposte possiamo dare a questi interrogativi che abitano il cuore e la mente di tutti noi, gente di scuola e genitori?

Penso che il mondo che stiamo costruendo, le passioni che stiamo vivendo, le relazioni che abbiamo il coraggio di far crescere fra noi adulti siano le risposte e le consegne che possiamo offrire ai più giovani. Nessun open day e nessuna scuola potrà rivelare o programmare questo tipo di risposte, che sono le più urgenti. Neanche la presentazione del nuovo progetto scolastico dello Champagnat, venerdì 19 e sabato 20 gennaio, potrà illuminarci su questi vertici di senso. Nel frattempo però una storia la possiamo iniziare (e non inizia da noi…)

All’interno della tradizione religiosa, dell’avventura degli uomini che hanno messo Dio e non se stessi al centro dei propri progetti (e questo cambia molto, e questo è già contro-coltura, sovversione pura), Marcellino Champagnat, non è uno qualsiasi. La scuola di Genova prende ispirazione, nome e missione da questo sacerdote francese del secolo della Rivoluzione, vorrebbe averlo come modello, come riferimento. Come ha risposto, e come cerca di rispondere la scuola, a quelle domande così poco da open day?

Costruire un mondo dove gli altri siano oggetto di rispetto e riverenza (“Gli alunni vanno prima di tutto amati, e amati tutti allo stesso modo” diceva quando forse le parole non erano ancora guastate), cercando di presentare i valori che lo animavano senza ipocrisia e con generosità: “Far conoscere Gesù e farlo amare è lo scopo delle nostre scuole” così, senza tanti giri. Per questo, ancora oggi, nelle sue scuole si cerca di presentare dei fini, delle motivazioni, degli orizzonti di senso che aiutino a costruire un mondo non idolatra. Successo, soldi, fama, furbizia non sono i nostri valori.

La cultura è l’ossigeno senza la quale anche la fiamma del Vangelo non può bruciare. San Marcellino sognava di poter portare il cristianesimo in Oceania, si preparava a missioni internazionali fin da giovane.  Conoscere le lingue, capire il mondo reale nei suoi diversi dinamismi, imparare la tolleranza, il rispetto, l’autoironia, il valore della conversazione, la bellezza dell’arte. Trasformare la classe in bottega, in officina, in laboratorio, far crescere uomini e donne perché sappiano inventare nuovi inizi, nuove società, nuovi legami, questa è la sfida per ogni scuola non negligente, come lo era ai tempi e nei progetti di Champagnat. Che sapeva vedere nei propri allievi i maestri di domani, sapeva credere in loro. Coltivare il suo sogno per noi a Genova significa anche costruire un nuovo umanesimo che sradichi la violenza, il bullismo, la pretesa di essere il centro del mondo e di non dover seguire le regole che invece nelle classi sono argini e strade di una crescita ordinata.

Con chi si relazionava san Marcellino? Con i suoi responsabili e le autorità, con i suoi confratelli sacerdoti (collaborava in una compagnia, prendendosi i suoi incarichi e sapendo vivere in comune), con i suoi giovani Fratelli (li aveva inventati quando lui aveva 27 anni, figli della prima ora), con i bambini, specialmente “i poveri, gli orfani, le vedove e gli stranieri” direbbe la Bibbia, cioè quelli con maggiori fragilità. E con tutti cercava di essere coerente, gioioso, positivo, familiare. E su tutti invocava la protezione di quella Maria che aveva scelto per dare un nome ai suoi giovani educatori. Un nome e, si spera, uno stile.

La scuola Champagnat di Genova è capace di aiutare a costruire un mondo più giusto? è capace di trasmettere una cultura libera, laica, internazionale, connessa? è capace di costruire relazioni in cui l’altro possa crescere e sentirsi ospite gradito?

Avere per il prossimo anno abbassato le rette, aver aumentato le ore di quella lingua franca che è l’Inglese, voler aprire una nuova scuola, l’istituto tecnico economico, aver inserito il cinese nei nuovi curriculi. Cercare contatti con l’Estero, collaborare con realtà importanti del mondo del lavoro e della pubblica amministrazione, dialogare con uomini e donne di altre religioni, spingere gli alunni a stili di vita sani, sportivi, equilibrati, avere animatori dei gruppi di vita cristiana che gratuitamente organizzano incontri, bivacchi, campi estivi, tutte queste azioni vanno nella direzione di un mondo, una cultura, delle relazioni più giuste?   

A queste domande dobbiamo rispondere, cari amici di ieri e di oggi dello Champagnat, se vogliamo che di amici ce ne siano anche…domani.

Fratel Massimo Banaudi

(“Ma come Massimo, tutti questi voli pindarici, queste parole altolocate e non dici che abbiamo bisogno di amici che ci aiutino, che ci consiglino, che si impegnino per farci conoscere, per assicurare che siamo aperti, che necessitiamo più alunni, più docenti, più risorse…”
“L’ho detto, l’ho detto… gli amici dello Champagnat lo hanno capito…”)

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