Written by Matteo L

Prima Confessione

I bambini delle classi terza e quarta primaria hanno ricevuto per la prima volta il Sacramento della Riconciliazione.

Alla ripresa regolari delle lezioni per i nostri studenti della primaria oltre alla felicità di potersi rivedere dopo ben sei giorni di vacanza, hanno provato finalmente il piacere di ricevere il sacramento della Prima Confessione.

Per i piccoli fedeli della classe terza primaria si tratta di un primo passo importantissimo nel loro percorso di catechesi, mentre per i loro compagni di quarta è la fine della tappa iniziata lo scorso anno ed interrotta dalla pandemia nazionale, la fine ( o l’inizio?) del loro cammino di fede avverrà a Maggio ricevendo il sacramento della Prima Confessione.

Il momento di gioia è continuato nel pomeriggio assieme ai genitori con una piccola celebrazione in cuoi tutti quanti hanno ricevuto una crocifisso, simbolo della riconciliazione e della grandezza dell’amore di Dio.

Un sentito grazie a Don Francesco, al Delegato della Pastorale locale Fratel Stefano, ai catechisti Alessandra e Matteo e a tutti i genitori pere la disponibilità, l’entusiasmo e la gioia che hanno mostrato e trasmesso a tutti bambini.

Tulle le foto dell’evento le potete trovare nell’album al seguente link:https://photos.app.goo.gl/67e17iq5ERBaTUft8

La redazione dello Champagnat

Written by Matteo L

BUONA PASQUA !!!

Circolare periodo Pasquale

Carissima Famiglia,

La nostra scuola – e oggi lo possiamo affermare a gran voce – non è soltanto un luogo fisico, ma è fatta dalle persone che le danno un senso profondo. Una grande comunità educativa ed educante.

Nessuno, credo, tantomeno io, al termine di un anno molto complesso avrebbe immaginato che avremmo dovuto confrontarci con linee guida, DPCM, bolle e tutti gli annessi e connessi.

Siamo arrivati alle “Vacanze di Pasqua”…..la nostra scuola non si è fermata e ha proseguito con il sorriso e lo spirito di sempre, malgrado nessuno di noi fosse preparato e forse mai lo saremmo stati.
Si sono sicuramente “sconvolti” i ritmi e le abitudini, la struttura stessa delle nostre giornate, gli spazi, gli orari, gli impegni, gli incontri, ma non si è sconvolto il senso della scuola che è quello di esserci.

Continuiamo a gestire tutti insieme le ore della nostra giornata, tra un cambio di mascherina e l’altro, tra una sanificazione e misurazione della febbre. Ciò che mi sono prefissata è di non farci abbattere perché la cosa più importante rimane sempre “imparare ad imparare” da ogni situazione. Non c’è ancora una ricetta magica per vincere questo nemico invisibile che si chiama coronavirus, dobbiamo continuare ad avere pazienza e fiducia nella medicina, nella scienza.

Dobbiamo avere fede, “tutto andrà bene” non è solo un ritornello da ripetere o un disegno da colorare.

Mancano pochissimi giorni alla Santa Pasqua di Resurrezione ed il mio augurio per tutti, voi è che questi giorni di “riposo” siano dedicati agli affetti e alle persone a cui vogliamo bene e possano darci la forza necessaria per continuare, subito dopo, il nostro cammino insieme.

Con affetto e stima

La Preside Nadia

Written by Matteo L

Campagna Solidale “Chilodona”

Oggi abbiamo concluso la nostra campagna di solidarietà iniziata il 1 Febbraio.

I nostri studenti grazie a a questa esperienza hanno potuto meglio comprendere le parole del Vangelo di Giovanni riguardanti la parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

“Andrea fratello di Simon Pietro va da Gesù insieme ad un ragazzo, che ha solo 5 pani e 2 pesci. Nulla per sfamare tutti, Niente agli occhi dei molti, ma non per Gesù. Questo ragazzo ha dato tutto quello che aveva, e da questo gesto di generosità Gesù compie il miracolo della condivisione. Un grazie di cuore a tutti i nostri alunni, ognuno ha messo in comune un po’ di quello che possiede e insieme abbiamo fatto il miracolo. “

Grazie alla raccolta potremo durante la settimana di Pasqua consegnare la spesa a 70 famiglie bisognose.

Grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e condiviso con noi questa esperienza.

Written by Matteo L

WAKE UP!

Anche se con un po’ di ritardo vi presentiamo il tema dell’anno 2020-2021.

La proposta educativa che le province mariste offrono come motto comune per lavorare durante questo anno avrà come asse centrale: la cura della casa comune. Prendersi cura del nostro pianeta, dell’ambiente, della sostenibilità, della lotta contro l’inquinamento e la desertificazione, il riciclaggio, il monitoraggio dei nostri mari, sono alcuni degli elementi che guideranno il nostro lavoro quest’anno.

Papa Francesco, in molti dei suoi interventi nel corso degli anni, ha invitato tutti noi, soprattutto i giovani, a essere svegli. Ci invita a non essere cristiani del divano, pigri e insensibili, “perché non siamo venuti in questo mondo per vegetare, ma siamo venuti per lasciare un segno”. Un cristiano sa che la felicità “non è camminare nella vita addormentato o sedato”, ma donandosi agli altri. In altre parole, alzarsi dal divano, “infilarsi le scarpe e fare passeggiate su sentieri che non si è mai sognato seguendo la ”follia“ di un Dio che ci insegna a trovarlo negli affamati, negli assetati, nei nudi, negli ammalati, nei prigionieri, negli immigrati o nel vicino che è solo”.

Riceviamo continuamente informazioni sulla situazione del nostro pianeta, del nostro paese, della nostra città, della plastica nei mari, ecc. Vengono prese decisioni per combattere l’inquinamento nelle città, vengono promosse campagne di riciclaggio, ma è sufficiente? È ora di svegliarsi dal sonno e mettersi al lavoro. Una moltitudine di offerte, vicine e semplici, ci invitano a lavorare per un mondo più sostenibile.

Guidati da questa idea abbiamo ideato il seguente poster di cui vi spieghiamo il significato.

Wake up!

La simbologia del manifesto

Il manifesto di quest’anno è un invito URGENTE a prendersi cura del pianeta e a dare una risposta immediata ai problemi che possono generare un futuro che si riflette nel mondo quasi incolore, senza vita e senza natura del poster. WAKE UP è un imperativo, un messaggio SOS per un Pianeta che, se non ce ne occupiamo, muore. Non vogliamo essere allarmisti ma al contrario speranzosi, come potrete capire dal significato dei simboli.


Pianeta vivente. Il primo dei grandi simboli, il disegno più grande, è un mondo pieno di vita, speranza e colore. Un mondo che esiste, che ci piace, ma che è circondato da minacce: inquinamento, esaurimento delle risorse, povertà, ecc. L’attuale crisi ecologica e in particolare i cambiamenti climatici minacciano il futuro dell’intera famiglia umana e che i frutti dell’analisi scientifica e delle previsioni catastrofiche sono stati a lungo collettivamente ignorati e non possono ora essere visti con disprezzo o ironia. Abbiamo la possibilità di continuare a goderne e prepararlo per le generazioni future. È nelle nostre mani prendersi cura di fiumi, piante, foreste, animali, natura in generale. Dobbiamo reagire responsabilmente considerando l’impatto delle nostre azioni a breve e lungo termine. La consapevolezza della crisi climatica è ancora debole e richiede una chiara volontà politica. 

Pianeta a rischio. È il possibile risultato – e sta diventando realtà in molte parti del pianeta – di ciò che può accadere al nostro mondo. Questa immagine è il riflesso negativo di ciò che può accadere al nostro pianeta in un futuro non troppo lontano. È l’altro lato del pianeta. La crisi e il cambiamento climatico sono un dato di fatto. Le malattie sono planetarie. Ci riguardano tutti. Siamo tutti chiamati a salvare il nostro pianeta dalla possibilità di finire per distruggerlo. 

Colombe. Non sono solo un simbolo di pace. Vogliono essere molto più in bilico quest’anno. Vuole rappresentare tutte le persone (con nomi propri che sicuramente conosciamo) che stanno attualmente combattendo per la sostenibilità del Pianeta, la cura dei mari, delle foreste, contro la povertà… Conosciamo qualcuno di questi? Molti sono anonimi, che non appaiono sui giornali ma che conosciamo. Possiamo anche essere uno di noi. Queste colombe portano speranza, gioia, vita, la risposta ai  problemi nel nostro mondo. Sono un invito a diventare uno di loro.

CasaÈ la chiamata alle cure della casa comune. La casa è il luogo d’incontro, la famiglia, la comunità e la fratellanza. Ma in questo caso diventa una casa più globale, il nostro mondo.

Albero, fiume e piante. Simbolo della creazione. La natura chiama l’essere umano. Gli eventi che osserviamo: la mancanza di controllo e l’inquinamento dei mari (isole di plastica), foreste, incendi e inondazioni, sono chiamate SOS. Questi simboli possono aiutarci durante tutto l’anno a prendere coscienza dell’inquinamento che si sta verificando nei mari e nei fiumi, dell’uso della plastica, delle campagne di cura delle foreste, ecc. Molte iniziative che serviranno a incoraggiare tutti noi a partecipare.

Cerchi colorati. È la rappresentazione di ognuno di noi. Della grande diversità che esiste nelle nostre opere educative e sociali. Quei cerchi, grandi, piccoli, sono un invito personale a prendersi cura del pianeta da dove siamo.

Cerchi con simbolo. Sono alcuni degli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile stabilisce 17 obiettivi (OSS) con 169 obiettivi di natura integrata e indivisibile che coprono le sfere economica, sociale e ambientale. La nuova strategia regolerà i programmi di sviluppo globale per i prossimi quindici anni. Adottandolo, gli Stati si sono impegnati a mobilitare i mezzi necessari per la sua attuazione attraverso alleanze incentrate in particolare sui bisogni dei più poveri e dei più vulnerabili. I 17 OSS dell’agenda 2030 sono stati elaborati nel corso di oltre due anni di consultazioni pubbliche, interazione con la società civile e negoziati tra paesi. Se ti ricordi ne abbiamo già parlato in precedenza in un’articolo appositamente dedicato.

Che dici ti abbiamo convinto ad unirti alla causa? Speriamo di si…quindi forza e WAKE UP!

La redazione dello Champagnat

Written by Matteo L

Giornata Internazionale della donna

Perché si regalano le mimose?

Questo giornata è celebrata in tutto il mondo ed è stata organizzata per la prima volta a New York, nel 1909. Già nel 1922 c’è stato un primo, timido tentativo di celebrazione anche in Italia. Nel 1977, le Nazioni Unite hanno deciso di ufficializzarla come celebrazione mondiale. Nonostante ciò, l’abitudine di regalare rametti di mimosa è esclusivamente italiana e non viene seguita anche negli altri paesi. In Francia, ad esempio, si regalano violette ( vi ricorda nulla?) o mughetti.

Da noi si donano questi fiori soprattutto perché sono i primi a sbocciare anche se non è ancora primavera, ma pare che tutto sia iniziato quando nel 1946 il segretario Luigi Longo chiese alle parlamentari del dopoguerra quale sarebbe stato il fiore più adatto da offrire come segno di rispetto alle donne, che quell’anno avevano ottenuto anche il diritto al voto.

Si dice che a suggerire la mimosa siano state due politiche attiviste per la parità di genere, Rita Montagnana e Teresa Mattei. La prima era una sarta di famiglia ebrea che aveva partecipato alle occupazioni delle fabbriche del 1919 mentre Teresa Mattei da ragazza era stata espulsa da tutte le scuole d’Italia perché contestatrice del fascismo, era un’ex partigiana combattente e una delle più giovani componenti dell’Assemblea costituente.

Rita Montagnana e Teresa Mattei proposero la mimosa perché è un fiore facile da reperire in campagna in Italia a marzo, perché non è costoso ed è apparentemente delicato, ma tenace e resistente come le donne. Così la mimosa diventò, nel dopoguerra, il simbolo della giornata delle donne.

La redazione dello Champagnat

1 2 3 4 5 34