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Champagnat visto da…i nostri insegnanti

Diamo la parola al nostro corpo docenti: maestre e professori che, giorno dopo giorno, restano al fianco dei nostri ragazzi con passione e professionalità, per accompagnarli nel loro percorso di crescita.

 

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Presentazione progetto Scuola-Lavoro presso Genova Orientamenti

Nell’ambito del Salone Genova Orientamenti abbiamo presentato il progetto di Scuola Lavoro del nostro istituto. Un momento che non vuol essere soltanto tappa obbligata all’interno del percorso di studi dei nostri ragazzi, ma occasione per loro di ampliare i propri orizzonti e venire a contatto con le realtà dell’Università e delle professioni, per poter realizzare i loro sogni.

 

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Questo è l’Istituto Champagnat di Genova

Per i più piccoli, un ambiente sicuro e protetto, che affianchi attività ludiche a laboratori di arte e cultura. Per i ragazzi aule attrezzate, scambi internazionale e collaborazione con le Università e il mondo delle professioni. Il tutto sempre senza dimenticare i principi della dottrina marista. Questo è l’Istituto Champagnat di Genova  #maristigenova

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Scuole Mariste in Italia

Dopo più di 200 anni dalla fondazione portiamo avanti con la stessa passione la  missione di accompagnare, formare ed educare i giovani sempre più convinti che questo contribuisca a costruire le fondamenta del futuro della società. Appassionatamente innamorati del vangelo. #maristigenova 

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Buona festa di Ognissanti

  1. Noi, i cristiani, non festeggiamo il ponte di Halloween

Forse è bene ricordare che nonostante un bambino dell’Infanzia questa mattina abbia detto ai suoi genitori che domani cominciava il ponte di Halloween, noi cristiani nei primi due giorni di Novembre ricordiamo non delle maschere paurose o dei bambini affamati di caramelle, cerchiamo di distinguere nel nostro immaginario (ormai colonizzato) che cosa ricordiamo in questo periodo dove la luce sembra venire meno, il sole è tiepido e il brutto tempo ci viene incontro.

1 Novembre

Il primo Novembre è Tutti i santi, i sacerdoti alla messa si vestono di bianco, come per le grandi feste, si ricordano tutte le persone che nella loro vita hanno incontrato un sole che non tramonta, una luce ineffabile, una persona, veramente santa che ci ha parlato di Dio, del suo amore e che nonostante abbia fatto esperienza di umiliazione, dolore e morte, è il VIVENTE.

Sono una schiera immensa, il calendario ce ne ricorda qualcheduno, ma sono, sono stati e saranno moltissimi. Vivono nella gioia perché il Signore stesso asciuga le loro lacrime, possono essere sconosciuti e disprezzati da parte di chi si sente ricco e potente, ma il Signore Gesù li chiama beati, e qui sta tutta la loro misteriosa e paradossale gioia. Seguire le parole del Signore, e non quelle del nostro io malato di protagonismo, dei manipolatori dei nostri sentimenti, di chi ci considera solo merce, numeri, portafogli. La santità è una chiamata del Signore ad essere vicini a lui. Ecco l’antifona che domani si leggerà nelle Messe di tutto il mondo:

Rallegriamoci tutti nel Signore

in questa solennità di tutti i Santi:

con noi gioiscono gli angeli

e lodano il Figlio di Dio.

(e vorrei ricordare che ci sono santi che magari hanno la faccia sporca, che forse non vanno in chiesa e che, come tutti, d’altronde, si sentono lontani da questa beatitudine misteriosa e nascosta, ma li ricordiamo lo stesso: chi ha passato due giorni a pulire strade e case da alberi, acqua, detriti in questi giorni terribili, chi ha scavato dentro le macerie di un ponte, chi sta vicino ogni giorno ad un malato, chi ha un figlio che scappa dalla realtà e lui, lei, l’aspetta con un groppo in gola, chi solleva dall’acqua un disperato senza reti di protezione…)

2 Novembre

Il secondo giorno di Novembre è molto collegato al primo: è la memoria (il nome tecnico è commemorazione) di tutti i fedeli defunti. È una memoria (non una solennità come il giorno prima) questo vuol dire che, come tutti i ricordi, è più intima, personale, delicata. Ricordiamo parenti, amici, persone importanti per ciascuno di noi. Senza più distinzioni se non per quello che ci hanno lasciato (e non parlo di eredità materiali, quelle spesso dividono…). E cosa ci hanno lasciato le persone con un nome da noi conosciuto e le generazioni di uomini che prima e dopo la nuova nascita di un uomo in croce, ci hanno preceduto? Cosa lasceremo noi? Rispondiamo insieme con le parole di un grande poeta che per molti anni ha vissuto a Rapallo:  (bhé  sì, Ezra Pound)

ciò che sai amare rimane

il resto è scoria

ciò che tu sai amare non sarà strappato da te

ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio

ciò che tu sai amare non ti sarà strappato

la formica è centauro nel suo mondo di draghi

 

2. Ma forse anche Halloween ci può ricordare qualcosa

Ben stabilito che i misteri che celebriamo i primi due giorni di Novembre sono per un cristiano una memoria preziosa e un tesoro di fede da difendere con tutte le forze (specie dal commercio, dalle mode, dai bisogni indotti che ci bruciano i neuroni appassendoli) a me personalmente sembra che anche le feste “pagane” e “di moda”, oltre che fortemente commerciali, ci possano suggerire qualcosa, come se avessero conservato delle tracce di quella fede nella Vita Eterna che come cristiani, umilmente, speriamo, ma che non gode di buona salute nel nostro mondo post moderno…

Non sono, personalmente, ma forse sbaglio, un distruttore di zucche, un apocalittico contro i fantasmi, un cacciatore di vampiri che succhiano il sangue delle nostre tradizioni. Penso che, specialmente se ci sono in mezzo dei bambini, le persone hanno il diritto di divertirsi, spendere, fare un po’ gli stupidi come gli pare (iuxta modum). Insomma, non mi sembra che Halloween e i suoi mostri siano il pericolo numero uno per i nostri giovani. Se voglio incontrare dei mostri basta accendere il televisore: ragazzi che prendono a sediate una docente, spacciatori che fanno macello di una sedicenne, gente rabbiosa che non si siede in treno vicino a chi ha più melatonina nella pelle di lei… I mostri non sono quelli di Halloween, ma quelli che nascono dall’ignoranza, dal rancore, dalla povertà di spirito.

Vedendo i vampiri, gente senza anima, gli Zombie, gente senza cervello o i fantasmi, gente senza corpo, noi ricordiamo quanto abbiamo bisogno,  per una vita alla luce del giorno, di coltivare un’anima, di rispettare e venerare i corpi, di nutrire il cervello. A questi mostri mancano le cose che sono più preziose nella vita dei santi e dei nostri defunti, e proprio per questo ce ne fanno sentire l’esigenza, l’urgenza, la preziosità.

Che in questi giorni tutti sappiamo apprezzare il dono della vita, del tempo ben impiegato, della gioia che ci viene da avere un’anima, un cervello, un corpo. Che tutti impariamo a non essere mostri ma a seguire l’unico che ha per noi delle parole che non ci deludono mai. E se non ce la facciamo da soli chiediamolo con tenerezza e insistenza a Dio, magari anche con le parole di quel santo uomo di Tommaso Moro, che poco prima di incontrare il suo Dio dopo la condanna a morte, oltre a domandare l’appetito e una buona digestione, oltre a domandare il buon senso e la salute domandava:

Signore, dammi la dose di umorismo sufficiente

per trovare la felicità in questa vita ed essere utile agli altri. 

Sulle mie labbra ci sia sempre una canzone, una poesia o una storia per distrarmi. 

Insegnami a comprendere le sofferenze 

e a non vedervi una maledizione. 

Concedimi, Signore, uno spirito abbandonato, tranquillo, mite,

caritatevole, benevolo, dolce e misericordioso.

In tutte le mie azioni e le mie parole e in tutti i miei pensieri sperimenti

il gusto del tuo Spirito santo e benedetto.

Dammi, Signore, una fede piena, una speranza salda e un’ardente carità.

Circondami del tuo amore e del tuo favore.

Qualunque cosa mi succeda in questo mondo.

Non può accadermi nulla che Dio non voglia.

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