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Forza Enrico!

La scuola è vicina ad Enrico Grondona, di terza liceo, che sta vivendo un momento difficile all’ospedale di San Martino in seguito ad un incidente stradale. Anche nel clima dell’ultimo giorno di scuola non ci dimentichiamo il dovere di pregare per lui e di invitarlo ad essere coraggioso. Assicuriamo alla famiglia tutta la nostra vicinanza. Forza Enrico!

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CALENDARIO E AVVISI DI FINE ANNO SCOLASTICO

Una circolare in due versioni :

CALENDARIO E AVVISI DI FINE ANNO SCOLASTICO

Versione rapida ed essenziale:

  1. Martedì 12 giugno alle ore 12,00 si conclude l’anno scolastico. Al mattino tornei di calcio organizzati dal liceo. I bambini della primaria e i ragazzi della secondaria sono invitati a prendere tutto il loro materiale scolastico e a godersi le meritate vacanze.
  2. Mercoledì 13 giugno le famiglie degli alunni o gli stessi alunni degli ultimi anni sono invitati a prendere visione dei risultati affissi alle porte di ingresso e a ritirare la pagella dalle mani dei loro tutor. Questo dalle ore 12 alle 13,30.
  3. Augurando buone vacanze (e buoni esami alle classi interessate) la direzione dello Champagnat annuncia che “Cambia” sarà lo slogan del prossimo anno scolastico (che inizia il 17 di settembre) e che la scuola ci proverà.

(Fine della versione essenziale)

Distinti saluti

(Versione per chi ha più pazienza e ha a cuore una scuola che sappia incoraggiare il cambiamento)

 1. La scuola non finisce mai

È opportuno che i ragazzi vengano informati del fatto che il 12 giugno in Liguria, si suonerà l’ultima campanella prima dell’estate. Ma il pensiero educativo, l’organizzazione delicata, ma sicura, dei piani di crescita, degli interventi didattici, la preparazione delle aule e degli ambienti per creare un luogo adatto a stimolare, accogliere, guidare lo sviluppo intellettuale  e morale dei ragazzi non finisce mai. La nostra scuola anche quest’anno ha attraversato momenti di diverse coloriture. Alla fine dell’anno ne condivido qualcuna.

Slancio ed entusiasmo:  gli open day, i progetti di nuove aperture, lo scambio con Chicago, molti alunni che si sono iscritti durante l’anno, la campagna “Champagnat, infiniti modi di imparare”, un buon aumento delle iscrizioni nei livelli della scuola fino alle medie, le lettere pubblicate da molti amici della scuola,   la messa con il Cardinale, i saggi musicali e teatrali di giugno, la festa organizzata dai genitori a fine anno, il prezioso lavoro di pastorale in classe e con i gruppi Gvx, che fa da trama alla visione cristiana che tentiamo di trasmettere…

Fatica e sconcerto: continuiamo ad essere trascinati in una crisi che dura da troppo tempo sugli aspetti sportivi della nostra realtà, non siamo riusciti a formare, per il prossimo anno, né la prima liceo né la prima del sognato istituto tecnico, la nostra comunicazione è ancora poco efficace, alcuni ragazzi e famiglie (e personalmente a me questo pesa più degli altri punti) non si sono sentiti abbastanza protetti, accolti, motivati dalla scuola, alcune incomprensioni o assenze sembrano ingiustificabili (a proposito, la festa di sabato 9 giugno mi è stato riferito che è stata molto bella, vivace e partecipata, purtroppo una comunicazione poco precisa da parte mia ai docenti ed altri eventi non programmabili non hanno favorito la partecipazione del personale e dei collaboratori della scuola, chiedo scusa io della mancata presenza mia e altrui. A parte questo punto poco simpatico è verissimo che il lavoro di organizzazione di alcune famiglie, il loro impegno e disponibilità hanno reso magnifica questa festa dei saluti: li ringrazio di cuore).

Di fronte alle fatiche e alle gioie che anche la vita di una scuola ci regala sono consapevole che potremo mettere un cartello in via Caprera con la scritta “Fine lavori: mai!” Quindi ci auguriamo insieme sì di riposarci qualche giorno, ma anche di non dimenticare che il tempo che quest’estate la scuola dedicherà alla valutazione, alla programmazione, al dialogo sul lavoro fatto, all’aggiornamento sulle nuove prospettive educative, è tempo di scuola, e come arriveremo al 17 di settembre prossimo dipende anche da come passeremo i mesi estivi. (per me mi regalerò un po’ di silenzio e un po’ di lettura…Li diamo ancora ai ragazzi i titoli dei libri da scoprire e di cui innamorarsi durante il tempo estivo? Io spero di sì, se no provvedete voi genitori…)

  1. Le pagelle non sono atti di un tribunale

Mercoledì 13 si consegneranno le pagelle e si esporranno i risultati dell’anno scolastico. Nella bacheca ci saranno anche le foto di classe che abbiamo fatto da poco e che potremo ritirare, pagandole 4 euro ciascuna, o a settembre o, per l’infanzia e le classi terminali, nel mese di giugno. Ma torniamo alle pagelle. Che siano un momento di verità, un attestato all’impegno, un documento un po’ temuto e un po’ mitizzato è vero. I pareri e le opinioni sulla opportunità e sul valore di questa sfilza di 7,9,5,6 sono infiniti e vi risparmio il trattato pedagogico pro o contro questo strumento che lo Stato ci propone. Una parolina però la devo dire, pensando specialmente ai bambini della primaria. Io amo pensare alla scuola come ad un laboratorio, come a una palestra, come a una bottega,  sarei felice di immaginarla come una montagna che scaliamo insieme, come una barca con un equipaggio allenato alla fatica, come una famiglia in cui ci si soccorre sempre. Non riesco a vederla, con tutto rispetto per le nobili attività forensi, come un tribunale. Le pagelle non sono un giudizio sulle persone, non sono condanne o assoluzioni, non sono testimonianze di persone informate sui fatti. Essere sempre aperti a stimolare il meglio di ciascuno, a valutare il processo più che il risultato, il cammino più che le mete raggiunte mi sembra importante. E così le lamentele sui voti e le polemiche sui numerini devono, a mio modesto avviso, essere messe da parte rispetto alla domanda che una pagella, strumento debole e migliorabile,  fa sempre ai ragazzi: partendo da qui, cosa puoi fare per migliorare la prossima volta?

  1. Il nuovo slogan per il prossimo anno scolastico: Cambia!    

Nella versione mignon della circolare, un po’ per gioco, mentre auguro buone vacanze, ricordo che lunedì 17 settembre inizierà il prossimo anno scolastico 2018 /19. Mi sembra bello che insieme al grazie per tutto il lavoro condiviso che mi sento di rivolgere ad ogni singolo docente, collaboratore e alunno dello Champagnat, e naturalmente al grazie e alla riconoscenza per voi famiglie, genitori, ma anche nonni che spesso danno una mano preziosa, per la vostra fiducia e per il vostro sacrificio economico, insieme ai grazie, dicevo, bisogna preparare responsabilmente dei piani, delle strategie, dei “planning” di sviluppo. Bisogna avere il coraggio di cambiare…E per il prossimo anno alcuni cambiamenti mi sembra importante annunciarli adesso. Mentre accompagniamo con uno sguardo riconoscente ed una parola commossa il professor Pierluigi Ravettino nel momento in cui lascia a direzione dell’Infanzia e della Primaria, dopo tanti anni di dedicazione, ascolto ed entusiasmo (rimarrà con noi ancora come docente nella scuola media) è naturale annunciare che, dopo un periodo breve in cui io stesso accompagnerò le scuole dell’Infanzia e Primaria, ci sarà una nuova figura di riferimento per queste due realtà. Così penso sia il momento anche di dire che dopo tre anni in cui io personalmente ho svolto il ruolo di direttore dello Champagnat (amministrazione, contratti, comunicazione, piani di sviluppo, confronto con i media sulle questioni più varie …) e quello di preside delle medie e del liceo, la Provincia Mediterranea, organo dirigente di più di 25 scuole in Italia, Spagna e Libano, ha pensato (bene, secondo me) di dividere i due ruoli. Io sono stato confermato come preside, un’altra persona dal prossimo anno svolgerà l’incarico di direttore. A settembre verrà pubblicamente presentato il nuovo gruppo dirigente della scuola, che viene quindi ampliato e diversificato per poter meglio affrontare le sfide del cambiamento. Perché il sogno di san Marcellino di una scuola “altra” rispetto alla mediocrità, al disimpegno, alla mancanza di parole alte e alate continui a vivere a Genova. Non ci serve un “vincolo” per provarci, ci basta il legame e l’appartenenza che da tanti anni stiamo costruendo. Insieme.

Written by MB

Auguri per San Marcellino

Prendiamo alcune parole di una biografia di san Marcellino (quella di fratel Sean Sammon) per confrontarci con il suo progetto, i suoi sogni, le sue fatiche: la sua vita;  è il nostro modo per illuminare i  nostri giorni e il nostro cammino come scuola  e come insieme di famiglie, mentre ci prepariamo a vivere l’Eucarestia di venerdì 8 con il nostro Cardinale e con tutti coloro che, alle 11, potranno partecipare. Auguri per san Marcellino:

“Marcellino prendeva sul serio il Vangelo di Gesù Cristo, era un santo perché viveva eccezionalmente bene la sua vita ordinaria, e faceva le cose ordinarie con un amore straordinario. Poiché aveva scoperto la gioia del vangelo e se ne era lasciato trasformare, il Fondatore desiderava condividere con gli altri, specialmente i giovani. tutto ciò che aveva visto e udito.

Il mondo, in cui Marcellino era nato nel 1789, iniziava ad agitarsi con i fremiti del cambiamento. Quello che lasciava, il 6 giugno del 1840, 51 anni dopo, aveva visto la guerra e la pace, la prosperità e gli stenti, la fine di un tipo di Chiesa e la nascita di un altro. Uomo del suo tempo, portava in sé tutta la grandezza e i limiti della gente del suo tempo. La sofferenza lo temprava, gli insuccessi lo rafforzavano, la determinazione lo spingeva, e la grazia lo aiutava ad andare al di là delle circostanze. Marcellino Champagnat “sacerdote della Società di Maria, Superiore e Fondatore dei Piccoli Fratelli di Maria” è un apostolo della gioventù e un esempio di “cristianesimo pratico”. Fu un uomo e un santo per il suo tempo. Continua ad esserlo anche ai nostri giorni.”

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Un altro video dei nostri studenti di Chicago: Jasmine Baldwin!

Magari qualcuno penserà che la scuola dia troppa importanza a delle semplici esperienze di scambio ed apertura con altre realtà del mondo. Personalmente penso che in giorni in cui si parla di scuola come spazio di mancanza di autorevolezza, luogo di prepotenze fisiche e psicologiche, ricordare che è possibile far vivere esperienze ai ragazzi di dialogo, bellezza, conoscenza e stupore sia molto importante: più ne facciamo più contrastiamo le derive che riempiono i giornali in questi giorni.

Quello qui sotto è il video che l’alunna Jasmine Baldwin, (in alto nel titolo…) della nostra scuola di Chicago, ha fatto sull’esperienza vissuta in Italia e allo Champagnat, vi invito a vederlo:

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Auguri di buona Pasqua!

L’Istituto Champagnat augura una felice Pasqua a tutti i suoi alunni e le loro famiglie, sperando che possa essere per tutti noi un giorno di rinascita ad una vita piena di gioia e fatta di amore da ricevere e da offrire. In questo giorno per tutti un po’ speciale, vi auguriamo di passare una splendida giornata in compagnia dei vostri cari, per sorridere ai giorni avvenire con quella gioia nel cuore che solo le cose autentiche e genuine sanno donare.

Buona Pasqua!

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