Written by MB

Insieme al Virtus Entella di Chiavari

La Società Virtus Entella di Chiavari ha invitato i nostri studenti con un genitore a vedere la partita Entella – Parma che si terrà il 17 marzo alle h. 15 presso lo Stadio Comunale di Chiavari!
Dopo la partita seguirà per gli alunni della nostra scuola un momento conviviale all’interno dell’Hospitality della Società stessa.

Per gli studenti che verranno da soli ci saranno come accompagnatori in treno il Direttore Pierluigi Ravettino e la maestra Roberta Cardinale, mentre i Prof. Aldo Piana e la Teacher Nadia Perazzo attenderanno il gruppo alla stazione di Chiavari. Gli studenti, cosi come gli adulti, avranno l’accredito ed a tal fine si prega inviare comunicazione con nome, cognome e data di nascita entro e non oltre lunedì 12 per poter essere inseriti nella lista degli ospiti.

Il trasferimento da Genova sarà in treno con partenza dalla Stazione Brignole sabato 17 alle ore 13,56 con arrivo alle 14,28. L’orario del ritorno dipenderà dai tempi della partita e del dopo partita, si ritornerà alla stazione Brignole per chi sceglie il treno.

Pronti a fare il tifo? 

***aggiornamento del 16/03/2018***
Viste le previsioni avverse di domani ci vediamo costretti a rimandare la visione della partita a data da destinarsi 🙁

Written by MB

Mercoledì 14 marzo siete tutti invitati a teatro!

È con grande piacere che vi invitiamo nel nostro teatro per la commedia in genovese “Te vegnisse in po’ de ben” rappresentata dai nostri alunni.
Mercoledì 14 marzo i ragazzi di II e III media ci stupiranno con una divertente rappresentazione teatrale tutta in genovese! L’humour del nostro dialetto, piuttosto secco e diretto, a volte canzonatorio e cinico, portato sul palco da teatranti d’eccezione.

Vi aspettiamo numerosi alle ore 17,00 al teatro Champagnat!!

Me racumandu… nu ta pèrde, t’aspettemmu!!!

Written by Giada

Lettera agli amici dello Champagnat nel primo giorno delle iscrizioni

Agli amici di ieri e di oggi dell’istituto Champagnat
Con la parola amico dello Champagnat intendo un numero vasto di persone:

  • Prima di tutto le famiglie che oggi hanno i figli che frequentano qualunque classe dell’Istituto Champagnat, dai più piccoli della Scuola dell’Infanzia fino alla Quinta Liceo, quelli che fra poco più di un mese voteranno, per intenderci.
  • I docenti e i collaboratori della scuola, alla quale sono legati da un contratto lavorativo, ma ancora più in profondità da un progetto condiviso e da memorie vitali e anche travagliate.
  • Gli ex alunni e le loro famiglie, comprese quelle che i Fratelli Maristi li hanno conosciuti in Via Casaregis, a Camogli o a Villa Serra, nella villa di Albaro o nell’edificio grigio di Via Caprera, perché dal 1905 ne sono cambiate di cose
  • I cittadini e i cristiani genovesi che quando leggono il numero delle scuole cattoliche chiuse l’anno scorso in Italia (400) si fanno pensosi su quale furto di libertà e di esperienza stiamo permettendo a danno delle nuove generazioni
  • A tutti i credenti che riconoscono l’importanza di avere una scuola dove l’esperienza religiosa e spirituale non è un “fenomeno culturale”, ma anche, nella libertà di ciascuno, adesione del cuore e scelta di vita che informa tutta l’esistenza
  • E, certo, anche alle persone sportive che con la chiusura del Centro sportivo e delle piscine della scuola hanno perso un luogo sano di cura della persona e di spirito di gruppo e non vedono l’ora che uno spazio così funzionale venga riaperto superando le lungaggini burocratiche e gli attriti inutili.

Dopo questo lungo elenco delle persone a cui mi rivolgo preferisco entrare subito nel vivo: questi sono i giorni delle iscrizioni in tutti gli ordini di scuola, giorni di open day e di scelte, di paragoni e di decisioni importanti per quella parte di cittadini che vive il tempo (i primi venti anni, all’ingrosso) della formazione e della crescita. Chiunque ha figli o ha a cuore la generazione che viene si fa delle domande importanti alle quali non è facile rispondere.

  • Che mondo stiamo consegnando agli uomini di domani?
  • Come possiamo comunicare cultura, responsabilità, entusiasmo ai nostri giovani?
  • Quale tipo di ambiente e di relazioni umane sono più propizie alle domande profonde che i nostri ragazzi si portano dentro?

Quali risposte possiamo dare a questi interrogativi che abitano il cuore e la mente di tutti noi, gente di scuola e genitori?

Penso che il mondo che stiamo costruendo, le passioni che stiamo vivendo, le relazioni che abbiamo il coraggio di far crescere fra noi adulti siano le risposte e le consegne che possiamo offrire ai più giovani. Nessun open day e nessuna scuola potrà rivelare o programmare questo tipo di risposte, che sono le più urgenti. Neanche la presentazione del nuovo progetto scolastico dello Champagnat, venerdì 19 e sabato 20 gennaio, potrà illuminarci su questi vertici di senso. Nel frattempo però una storia la possiamo iniziare (e non inizia da noi…)

All’interno della tradizione religiosa, dell’avventura degli uomini che hanno messo Dio e non se stessi al centro dei propri progetti (e questo cambia molto, e questo è già contro-coltura, sovversione pura), Marcellino Champagnat, non è uno qualsiasi. La scuola di Genova prende ispirazione, nome e missione da questo sacerdote francese del secolo della Rivoluzione, vorrebbe averlo come modello, come riferimento. Come ha risposto, e come cerca di rispondere la scuola, a quelle domande così poco da open day?

Costruire un mondo dove gli altri siano oggetto di rispetto e riverenza (“Gli alunni vanno prima di tutto amati, e amati tutti allo stesso modo” diceva quando forse le parole non erano ancora guastate), cercando di presentare i valori che lo animavano senza ipocrisia e con generosità: “Far conoscere Gesù e farlo amare è lo scopo delle nostre scuole” così, senza tanti giri. Per questo, ancora oggi, nelle sue scuole si cerca di presentare dei fini, delle motivazioni, degli orizzonti di senso che aiutino a costruire un mondo non idolatra. Successo, soldi, fama, furbizia non sono i nostri valori.

La cultura è l’ossigeno senza la quale anche la fiamma del Vangelo non può bruciare. San Marcellino sognava di poter portare il cristianesimo in Oceania, si preparava a missioni internazionali fin da giovane.  Conoscere le lingue, capire il mondo reale nei suoi diversi dinamismi, imparare la tolleranza, il rispetto, l’autoironia, il valore della conversazione, la bellezza dell’arte. Trasformare la classe in bottega, in officina, in laboratorio, far crescere uomini e donne perché sappiano inventare nuovi inizi, nuove società, nuovi legami, questa è la sfida per ogni scuola non negligente, come lo era ai tempi e nei progetti di Champagnat. Che sapeva vedere nei propri allievi i maestri di domani, sapeva credere in loro. Coltivare il suo sogno per noi a Genova significa anche costruire un nuovo umanesimo che sradichi la violenza, il bullismo, la pretesa di essere il centro del mondo e di non dover seguire le regole che invece nelle classi sono argini e strade di una crescita ordinata.

Con chi si relazionava san Marcellino? Con i suoi responsabili e le autorità, con i suoi confratelli sacerdoti (collaborava in una compagnia, prendendosi i suoi incarichi e sapendo vivere in comune), con i suoi giovani Fratelli (li aveva inventati quando lui aveva 27 anni, figli della prima ora), con i bambini, specialmente “i poveri, gli orfani, le vedove e gli stranieri” direbbe la Bibbia, cioè quelli con maggiori fragilità. E con tutti cercava di essere coerente, gioioso, positivo, familiare. E su tutti invocava la protezione di quella Maria che aveva scelto per dare un nome ai suoi giovani educatori. Un nome e, si spera, uno stile.

La scuola Champagnat di Genova è capace di aiutare a costruire un mondo più giusto? è capace di trasmettere una cultura libera, laica, internazionale, connessa? è capace di costruire relazioni in cui l’altro possa crescere e sentirsi ospite gradito?

Avere per il prossimo anno abbassato le rette, aver aumentato le ore di quella lingua franca che è l’Inglese, voler aprire una nuova scuola, l’istituto tecnico economico, aver inserito il cinese nei nuovi curriculi. Cercare contatti con l’Estero, collaborare con realtà importanti del mondo del lavoro e della pubblica amministrazione, dialogare con uomini e donne di altre religioni, spingere gli alunni a stili di vita sani, sportivi, equilibrati, avere animatori dei gruppi di vita cristiana che gratuitamente organizzano incontri, bivacchi, campi estivi, tutte queste azioni vanno nella direzione di un mondo, una cultura, delle relazioni più giuste?   

A queste domande dobbiamo rispondere, cari amici di ieri e di oggi dello Champagnat, se vogliamo che di amici ce ne siano anche…domani.

Fratel Massimo Banaudi

(“Ma come Massimo, tutti questi voli pindarici, queste parole altolocate e non dici che abbiamo bisogno di amici che ci aiutino, che ci consiglino, che si impegnino per farci conoscere, per assicurare che siamo aperti, che necessitiamo più alunni, più docenti, più risorse…”
“L’ho detto, l’ho detto… gli amici dello Champagnat lo hanno capito…”)

Written by MB

OPENDAY: Venerdì 19 Gennaio e Sabato 20 Gennaio

Venerdì 19 Gennaio e Sabato 20 Gennaio venite a scoprire la “nuova” scuola marista, che scommette sul cambiamento, sulla crescita, sulla fedeltà e sulla ricerca.

Venerdì 19 Gennaio dalle ore 17:00 alle ore 20:00 OPENDAY per la Scuola Media, Liceo Scientifico e il nuovo Istituto Tecnico Economico.

Vi presentiamo il nuovo piano formativo internazionale per le nostre Scuole Medie e Liceo Scientifico: inglese, spagnolo e cinese per comunicare con il mondo! La novità assoluta per chi si iscriverà quest’anno sarà l’Istituto Tecnico Economico per il Marketing e il Trading: un indirizzo di scuola superiore che punterà sulla crescita personale degli studenti, sul cambiamento e sull’internazionalità.

Sabato 20 Gennaio dalle ore 10:30 alle ore 12:30 OPENDAY per la Scuola dell’Infanzia e Primaria.

Vi presentiamo il nuovo piano formativo internazionale per le nostre Scuole dell’Infanzia e Primaria con una riduzione dei costi della retta annuale, una maggior presenza della lingua inglese nell’orario e nell’uso in classe.

La “nuova” scuola marista scommette sul cambiamento, sulla crescita, sulla fedeltà e sulla ricerca. La scuola Champagnat lo crede: ci sono infiniti modi di imparare.

Venite a trovarci!!

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