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“MARITIME ECONOMY”: L’ISTITUTO CHAMPAGNAT DIVENTA PARTNER DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA MARINA MERCANTILE

Nell’ambito di una comune collaborazione con l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, l’Istituto ha aperto le proprie aule ad un corso, destinato a circa una trentina di ragazzi, per la qualifica di “tecnico superiore della logistica”.

L’Accademia Italiana della Marina Mercantile nasce nel 2005 con lo scopo di offrire alta formazione e training in ambito marittimo e viene riconosciuta come Fondazione ITS nel 2011 con la denominazione di “Fondazione Istituto tecnico superiore per la mobilità sostenibile – Settori trasporti marittimi e pesca”. È un’istituzione pubblica che rilascia titoli del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito dell’Istruzione terziaria non universitaria.

La “mission” dell’Accademia consiste nell’erogare una formazione specialistica mirata verso occupazioni ad alto contenuto professionale e tecnologico, sulla base dei fabbisogni delle imprese dei settori interessati e in particolare nelle aree strategiche del marittimo e della logistica. La collaborazione col mondo del lavoro consente di garantire alti livelli occupazionali, con percentuali di occupati fra coloro che frequentano i corsi superiori all’80%.

L’Accademia sviluppa inoltre altre attività, a favore delle imprese del cluster marittimo, sia nel campo della formazione, della progettazione, degli studi e delle ricerche, con finanziamenti sia pubblici che privati.

Tale prestigiosa partnership con una delle più qualificate e conosciute realtà formative nazionali in ambito della “Maritime economy” renderà quindi la Scuola teatro di sessioni d’istruzione e docenze destinate a formare operatori competenti ed abili nel:

Il tecnico della Logistica e dei trasporti ha le competenze per:

  • Pianificare, organizzare e monitorare servizi intermodali e relativi sistemi operativi e tecnologici per il trasporto delle merci/persone
  • Gestire mezzi e risorse della filiera logistica per garantire efficienza e sicurezza al trasporto di merci/persone
  • Programmare, gestire e controllare flussi informativi e/o documentali relativi al trasporto di merci/persone
  • Interagire con i sistemi di assistenza, sorveglianza e monitoraggio del traffico
  • Applicare la normativa per la sicurezza e la qualità nel settore logistica e trasporti
  • Utilizzare i principali concetti relativi all’economia e all’organizzazione dei processi produttivi e dei servizi con particolare riferimento all’economia dei trasporti
  • Analizzare costi e ricavi relativi alle diverse modalità di trasporto sapendo analizzare i costi ed i ricavi del ciclo logistico integrato
  • Conoscere i documenti di trasporto e saper gestire le procedure amministrative e contabili connesse al ciclo logistico
  • Gestire processi di pianificazione della produzione, approvvigionamenti, gestione dell’ordine, gestione delle scorte, magazzinaggio, movimentazione, imballaggio, trasporto.

 

La forte propensione che il corso propone relativamente allo sviluppo delle competenze e lo stringente calendario d’istruzione faranno si che la presenza dei ragazzi di Accademia non solo si adatterà perfettamente con le esigenze didattico/operative dell’Istituto ma senz’altro costituirà un positivo esempio di dedizione allo studio ed alla formazione personale anche per gli studenti dello Champagnat. Il corso peraltro si rivolge anche ai possessori del diploma quinquennale di Liceo Scientifico.

Questa nuova ed ulteriore apertura ad una diversa realtà formativa della città ma tuttavia affine sia per obiettivi che per specifica dedizione alla crescita umana e professionale dei ragazzi, vuole quindi rappresentare un preciso ed ulteriore segnale di positivo cambiamento del contesto in cui lo Champagnat intende proiettare il proprio futuro.

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Progetto di Alternanza Scuola Lavoro con SimAV

All’interno del progetto pilota “Progetto alternanza Scuola-Lavoro interdisciplinare di Ateneo”, presentato al Salone Orientamenti 2018 dal nostro istituto, dal MIUR e dall’Università di Genova, il SimAV (Centro di servizio di Ateneo di simulazione e formazione avanzata) ha realizzato un percorso di alta formazione con tecnologia di simulazione che ha reso pubblico sul sito dell’Università.

Agli studenti attraverso lezioni frontali ed esercitazioni in simulazione è offerta la possibilità di usufruire delle tecnologie di simulazione medica ad alta fedeltà, di simulare un ambiente ambulatoriale con strumenti di media e bassa fedeltà fino alle esercitazioni di bassa chirurgia. Li si introdurrà in un ambiente ospedaliero simulato per studiare casi virtuali al computer.

In particolare il piano formativo prevede di affrontare argomenti propri della emergenza/urgenza nei giorni 13 e 15 febbraio, quali:

  • l’organizzazione della emergenza territoriale (centrale 112/118);
  • la cassetta PS, la medicazione delle ferite, l’applicazione di punti di sutura, il lavaggio mani;
  • il monitoraggio dei parametri vitali;
  • il primo soccorso RCP BLS-D;
  • la gestione delle emorragie (Corso bleeding);
  • il trattamento delle ustioni;
  • i soccorsi in caso di annegamento, intossicazione e uso di stupefacenti, trauma.

Il progetto multidisciplinare, realizzato attraverso uno schema che coinvolge diverse strutture dell’Ateneo e le loro diverse competenze, è precursore di una nuovo concetto di Alternanza Scuola Lavoro.

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Memoria e riscatto

Lunedì 14 gennaio, dalle ore 9,00 alle 10,30 il signor Gilberto Salmoni, 90 anni, ha parlato a tutti i ragazzi della scuola media e del liceo.

Gilberto Salmoni è un ingegnere genovese che quando aveva 16 anni è stato deportato con tutta la sua famiglia a Fossoli e poi a Buchenwald insieme a suo fratello maggiore. Loro due per caso, per fortune misteriose, per fatalità sono ritornati a Genova. Suo padre, sua madre, sua sorella no.

E poi la storia è andata avanti, quei giorni feroci e insensati si sono allontanati sempre più e le ferite, giorno dopo giorno, hanno smesso di sanguinare. E ora da quelle ferite assurde, in modo semplice e quasi sottovoce, è nato un impegno, un servizio, una attività di memoria e riscatto. Salmoni è il presidente della sezione genovese dell’Aned  (associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) e ci ha stupito tutti, lunedì. Sia quando ha parlato della sua giovinezza nella cappellina dell’istituto, sia quando si è intrattenuto per un caffè con la comunità dei fratelli e alcuni docenti, sia quando, una vera roccia, ha passato ancora una oretta solo nella classe quinta liceo, con i nostri diciottenni. A fianco a lui poi era presente anche la professoressa Anna Romanzi (moglie dell’illustre scienziato e partigiano Carmine Alfredo Romanzi, ex rettore dell’università di Genova dal 1969 al 1984).

Memoria e riscatto, scrivevo, per sintetizzare il lungo dialogo fra un signore di 90 anni a cui il male, i tradimenti, la follia, l’ideologia di morte che muoveva nazisti e fascisti degli ultimi anni di guerra non sono riusciti a togliere la serena accettazione dei momenti difficili, la fiducia nei confronti dei buoni (suo fratello, i compagni di prigionia, specie di quelli di cui capiva la lingua), la coraggiosa convinzione che il rispetto dell’uomo, la tolleranza, la resilienza (capacità di superare gli ostacoli con l’intelligenza e l’ironia) alla lunga vincono e meritano di essere preferiti alle urla dei prepotenti.

Riscatto, dicevo perché il modo sereno di parlare di questo signore, l’invito a riconoscere le cause dei mali descritti (la dittatura, la mancanza di democrazia, la violenza verbale e fisica), la gentilezza e il sorriso che lo hanno accompagnato per tutto l’incontro dimostrano che non c’è ostacolo che ci può bloccare per sempre.

I ragazzi hanno fatto domande, i docenti hanno ringraziato della testimonianza, tutti siamo rimasti stupiti dalla dolcezza e dalla mancanza di acrimonia in questo testimone luminoso di giorni bui. Grazie delle sue parole, signor Gilberto, con lei non abbiamo solo celebrato il giorno della Memoria, ma abbiamo visto in pratica come la libertà e la voglia di superare gli ostacoli aiutano a vincere ogni rancore.

Un grande scrittore, Thomas Mann,  nemico giurato del nazismo e del suo capo, ha scritto un articolo dal titolo urtante: Fratello Hitler.  Lì scrive: “So che Hitler è parte del mio popolo e ho delle responsabilità nei suoi confronti. Lo ucciderò, lo punirò, ma se Hitler avesse dei figli sarei anche responsabile della loro educazione…”

Ecco, nelle parole prive di livore e piene di comprensione del signor Salmoni, anche nei confronti dei Tedeschi di oggi che ogni anno lo invitano in pace e senso di riparazione, ho sentito la stessa volontà di questo scrittore di guardare senza timore negli occhi la belva del male , ma di proteggere e accudire con rispetto tutti i cuccioli, anche quelli malnati. Grazie, dott. Salmoni, delle sue parole di speranza. Grazie anche al gruppo di pastorale della scuola che ha organizzato questa toccante giornata.

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Nuovo progetto urbanistico: grazie alle Istituzioni e alle famiglie

Lunedì 18 dicembre 2018 il Consiglio Comunale  di Genova ha approvato il progetto per la ridefinizione urbanistica degli spazi attigui lo Champagnat.
L’Istituto esprime grande soddisfazione per il benestare ad una iniziativa che, per quanto ci riguarda, consentirà alla Scuola di guardare al futuro con vivo entusiasmo e rinnovata fiducia.
Un sentito ringraziamento va quindi all’Amministrazione della Città, in particolare al Sindaco Marco Bucci ed all’Assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci, oltre a tutti coloro che hanno fortemente creduto in questo progetto e nella cruciale importanza che rivestirà per l’Istituto.
Siamo infine ma certamente non in ultimo, particolarmente grati a Voi Famiglie che con pazienza e fiducia ci avete sempre garantito un convinto e straordinario supporto in questo complicato momento della nostra storia: adesso possiamo davvero scrivere insieme una nuova pagina non solo per l’Istituto Champagnat ma soprattutto per i ragazzi che quotidianamente ci affidate.

Un carissimo saluto da tutti noi.

Il Direttore dell’Opera
Angelo Nelli

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Scarpe, mangiatoie e altri auguri di Natale

Classe seconda elementare qualche giorno fa’: maestro Emanuele testimone, un piccolo alunno (per Privacy non posso scriverne il nome, Torre) è intento a legarsi i lacci delle scarpe e trova difficoltà. Il maestro, spazientito:

“Non hai ancora imparato a farti i nodi alle scarpe?!”.

Il bambino: “No maestro, i nodi li so fare, sono le scarpe che non collaborano…”

Ci sono cose che impariamo con la ripetizione, con l’esperienza, che diventano abitudini e poi ci dimentichiamo degli sforzi che abbiamo fatto per superare le difficoltà delle prime volte: camminare, legarci le scarpe, leggere, non imbufalirsi per una presa in giro… Tutto, o quasi, si impara per imitazione, per ripetizione, per caparbia.

Ma a volte il ritmo e la routine dei gesti e del calendario  ci oppone resistenza, serve più impegno, più volontà di andare in fondo alle cose, superando il loro spessore, la loro ostilità.

L’abitudine, la superficialità, il conformismo sono alcune delle resistenze da superare. Nelle feste natalizie, di sicuro. Talmente abituati alle luci che si accendono a fine ottobre, alle paccate di pubblicità che vanno dal Black Friday al Natale, dalla Befana ai Saldi che rimaniamo lì, inebetiti, fra impegni mal digeriti e corse all’ultimo regalo. Queste abitudini involontarie, questi condizionamenti sociali, forse, sono le resistenze da vincere, i lacci che non si vogliono legare…Il Natale di fuori che copre e nasconde il Natale di dentro, l’unico che vale la pena festeggiare.

Mi faccio aiutare da tre brevi testi per ricordare, a me prima di tutto, quanto sia importante, anche quest’anno, nella scuola, nelle famiglie e nella città, sapersi dire Buon Natale, Buon anno (Sì, li metto insieme, a voi decidere qual è quello laico, quello religioso, a me sembrano, tutti e due, profondamente umani).

Lo scrittore Cesare Pavese, (e chi lo legge più? purtroppo…) nel suo diario Il mestiere di vivere, il 23 novembre 1937 scrive:

L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire.

Il teologo martire Dietrich Bonhoeffer, in una sua lettera degli anni 40, annota:

Il fatto che Dio elegge Maria a suo strumento, il fatto che Dio vuole venire personalmente in questo mondo nella mangiatoia di Betlemme, non è un idillio familiare, bensì è l’inizio di una conversione totale, di un riordinamento di tutte le cose di questa terra. 

Ecco il Natale, l’anno nuovo, sono l’occasione di cambiare, di superare le abitudini che ci legano, i rancori che coviamo, la ruggine che corrode i nostri giorni: possiamo cominciare qualcosa di nuovo, cominciare è possibile a tutte le età, in tutte le situazioni, non siamo schiavi di materie ostili, ci possiamo impegnare e mettere ogni giorno, a partire da Natale, a partire da Capodanno, una nuova goccia di luce in questo oceano che a volte ci sembra grigio, addirittura, a giorni, nero.

Lo dico per me e per tutti i collaboratori della scuola (il luogo dove i nuovi inizi si celebrano al ritmo della campanella, più volte al giorno). Lo dico per tutte le madri e i padri (e i nonni, e i parenti) che state lì ogni giorno ad aspettare il bambino all’uscita della scuola, anche quando la bambina magari fa Quinta Liceo, ed è una donna, ed è figura di nuovo inizio, ma anche timore di non riuscire, di non essere all’altezza. Lo dico alle famiglie dello Champagnat che conoscono lo slogan Cambia e magari lo vorrebbero vivere veramente, ma c’è la malattia, c’è il lutto, c’è un negozio sotto un ponte crollato o una mareggiata che fa paura. Lo dico ai ragazzi del liceo, in questo momento di vera nascita, e quindi vero sangue e vero travaglio. Cambiare, iniziare, riordinare è l’azione che ci auguriamo, come gruppo, come famiglie, comunità, colleghi che mentre cercano di educare i più piccoli sanno che devono essere prima loro a rimettersi in moto. Magari in una direzione diversa dal solito. Senza illudersi che nella notte in cui ci si riscopre bambini si possa trasformare qualcosa di botto. La notte e la sua cometa ci indicano un cammino una direzione di marcia, un incontro che ha bisogno di essere come il pane (Betlemme, città del pane): Quotidiano.

Perché i cambiamenti, i sogni, i cammini di liberazione dal grigiume che ci opprime iniziano sempre da piccoli gesti, da virtù esercitate al minuto. Lo dice in un recente romanzo Pif quando descrive così l’incontro con la donna dei suoi sogni: 

Cercai di non mostrare particolare interesse a Lei: 

“ Ti posso chiedere una cosa?”  

“Dimmi”

“Mi vuoi sposare?”  

Mostrò un leggero stupore:  “Mah, io comincerei con l’andare a bere qualcosa una sera”

Ecco, il Natale, il Cambiamento, i Propositi di inizio anno di solito ci fanno volare alto, ed è bene che sia così, ma per superare l’ostilità della nostra pigrizia, dobbiamo partire da quello che possiamo veramente raggiungere, con umiltà e consapevolezza, doni che riceveremo  anche alla luce di una culla o nei fuochi di inizio anno.

(faccio gli auguri a Gerardo, ops, mi è scappato il nome, di imparare a legarsi le scarpe e vincere la loro ostilità, noi ti veniamo dietro cercando di battere le nostre…)

Buon Natale e buon anno 2019!

Fratel Massimo Banaudi

Ecco un Natale nuovo, fresco: Gesù non è un bambino ma li protegge, sorride loro, la Madonna pensa a fare bella la casa e l’albero, Marcellino prepara i piatti: che sia questo quello che possiamo fare nella nostra scuola?

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