Written by Nadia Perazzo

La scuola ai tempi del coronavirus…non si arrende!!!!

 

È da fine Dicembre che si parla seriamente di Covid – 19, noto più comunemente come Coronavirus, sebbene in Cina si fosse manifestato con certezza più di un mese prima. In Italia il primo caso si manifestò a Gennaio, ma venne isolato subito. La vera e propria epidemia scoppiò a Febbraio.  Anche se inizialmente sembrò una minaccia inesistente, dopo poche settimane ci si rendette conto della gravità del contagio. In un primo momento la popolazione cominciò a temere di non riuscire a trovare più risorse attue alla propria sopravvivenza, i supermercati e i negozi cominciarono a esaurire le scorte per l’enorme afflusso di persone in cerca di cibo. Altre persone continuarono, invece, a vivere la vita di tutti i giorni andando in giro per le strade rischiando di propagare ancora di più la malattia. A fronte di ciò il governo Italiano dovette imporre alcune leggi limitanti la libera uscita con provvedimento penale in caso di disobbedienza. Seguendo la legge della domanda e dell’offerta i prezzi hanno continuato ad aumentare e le persone hanno continuato a comprare soprattutto oggetti attui a prevenire il contagio (principalmente mascherine e disinfettante). Però per fortuna, grazie all’ avanzata tecnologia di cui disponiamo al giorno d’oggi, molte attività continuano attraverso mezzi di comunicazione multimediale, per esempio la nostra scuola è una delle poche che effettua videochiamate di gruppo. Sono ormai 2 settimane, infatti, che seguiamo le lezioni online con orario quasi pieno. La scuola si è da subito organizzata per non fermare le attività, ha trovato un’applicazione che, grazie a un abbonamento offerto dalla scuola, permette ai professori di iniziare delle riunioni con noi alunni per svolgere normalmente le lezioni, avendo anche la possibilità di condividere lo schermo come una vera e propria lavagna elettronica. I moduli sono un po’ cambiati in modo da non rendere troppo pesante le lezioni per noi, infatti, al posto di fare 6 moduli (8 il martedì) da 55 min. con una pausa di 5 min. tra una e l’altra, l’orario è stato ridotto a 6 moduli da 40 min. con pause di 10 min. tra uno e l’altro. Anche l’orario di inizio e l’orario di fine lezioni sono cambiati: se prima si iniziava alla 8 e si finiva alle 13:45 ora si comincia alle 8:30 e si termina alle 13:10. I professori pensano a tenerci occupati anche con interrogazioni pomeridiane e compiti da svolgere online. Insomma, la scuola è riuscita a farci tornare un po’ alla normalità e a non farci sentire soli. Oltre alle attività scolastiche facciamo anche “aperitivi” online per chiacchierare e un momento di riflessione la domenica mattina per farci sentire più vicini a Dio. Inoltre, mentre si pensava che si sarebbe tornati presto a scuola, la Direzione ha fatto installare per la scuola dispositivi per l’erogazione del disinfettante in modo da garantire al massimo la sicurezza degli studenti. Ovviamente anche la nostra quotidianità risente di questa situazione, le cui conseguenze possono essere sia positive che negative a seconda di come la persona affronta la “quarantena”. Per esempio, per gli alunni che vivono in una zona distante da quella della scuola è comodo non dover impiegare troppo tempo per gli spostamenti. Al contrario, alcune attività ludiche, nonostante si provi a svolgerle virtualmente, non sono le stesse. Un altro vantaggio è il riposo che si può trarre dalla diminuzione del tempo impiegato in corsi non inerenti alla scuola che sono stati spesso annullati. Rimane però il fatto che restare per molto tempo davanti a schermi luminosi può causare danni seri agli occhi o comunque rovinarli. Esistono per questo provvedimenti come l’opzione “Luce notturna” che filtra le luci ultraviolette potenzialmente dannose alla vista oppure, un semplice paio di occhiali può essere una valida protezione. Stare seduti ad una scrivania può inoltre recare gravi conseguenze alla spina dorsale, alla forma fisica e alla salute in generale. Non sappiamo quanto durerà tutto ciò ma sappiamo che insieme ce la faremo e come dice l’hashtag usato come slogan dalla nostra scuola (e non solo): ANDRÁ TUTTO BENE.

 

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