Written by Nadia Perazzo

Riflessione Indiana

In questo momento complicato ricevo dal nostro caro Fratel Pietro Stò della Comunità Marista di Genova questa breve ma intensissima riflessione che mi piace condividere con Voi tutti.

 

 

In questi giorni di incertezza si legge di tutto riguardo al problema che ci è piombato addosso e necessariamente prendiamo posizione per l’uno o per l’altro secondo la nostra visione del mondo e della società.

 

E’ difficile essere oggettivi perché siamo implicati emotivamente e poiché il problema è molto complesso, occorre avere fiducia nelle persone competenti ed in Italia ne abbiamo tantissime.

 

Continuavo a riflettere su tutto questo, con la tentazione di dare ragione o torto ad una parte od all’altra, ma ad un certo punto mi sono detto: è vero che posso cambiare ben poche cose intorno a me, tuttavia posso cambiare il mio atteggiamento nei confronti di quello che sta succedendo, anche se questo non è per nulla facile.

 

Non ricordo dove ho letto la storiella che segue, una storiella che mi ha fatto e continua a farmi riflettere.

 

Un giorno un vecchio Cherokee parlò a suo nipote di una battaglia che si svolge dentro ogni persona.

“Figlio mio, disse, la battaglia è tra due lupi che sono dentro tutti noi. Uno è cattivo: è rabbia, invidia, gelosia, tristezza, rimpianto, avidità, arroganza, autocommiserazione, colpa, risentimento, inferiorità, menzogne, falso orgoglio, superiorità e individualismo…

L’altro è buono: è gioia, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, empatia, generosità, sincerità, altruismo, compassione, Fede…”

 

Il nipote ci pensò su per un minuto poi chiese a suo nonno “Quale dei due lupi vince?”

Il vecchio Cherokee rispose: “Quello a cui dai da mangiare”

 

Di fronte al nemico nascosto che ci incalza, dobbiamo con fiducia affidarci a chi ne sa più di noi, però se riflettiamo bene, l’arma del vecchio Cherokee, che teniamo nelle nostre mani, ci può aiutare a vincere molte battaglie più di quelle che pensiamo.

Non siamo tecnici,  siamo educatori e come tali siamo chiamati ad aiutare i nostri ragazzi a leggere gli avvenimenti e a cercare strade nuove per la loro e la nostra crescita e questo dobbiamo farlo insieme: Scuola e Famiglia.   

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