Written by Nadia Perazzo

Lo Champagnat e la ricerca del tempo vissuto

La scuola si racconta, questo è anche lo scopo di uno strumento di comunicazione come il sito della scuola, forse un po’ troppo statico ultimamente. Cerchiamo di recuperare.

Lo sappiamo, noi singoli e anche come gruppi (un quartiere, un partito, una squadra e certo, una scuola) ci muoviamo fra metafore, fra immagini, fra cornici che con il loro colore o forma modificano, indirizzano, sfumano le nostre esperienze. Scusate questa introduzione un po’ teorica, ma era solo per introdurre alcune immagini del tempo fra le quali dobbiamo poter scegliere. Immagini e metafore sul tempo e sui giorni che abbiamo vissuto negli ultimi mesi che ci possono nutrire o rendere passivi, ravvivare memorie positive o trascinarci in un clima come quello che ci accompagna oggi: malmostoso.

Giornata della scuola cattolica. la seconda media classe modello!

Il tempo come sabbia fra le dita

Non so voi, io guardo fuori dalla finestra e penso di essere a gennaio. La scuola dovrà pensare alle pagelle, ai colloqui con i genitori, alle gite, alla Prima Comunione della quarta, alla Cresima della seconda media, al Torneo Ravano, alle nuove iscrizioni, al nuovo Consiglio di Istituto, alla Pasqua, ai corsi di formazione per i docenti, agli incontri dei genitori…

Invece no, tutte queste cose, e molte altre, sono già passate, sono scivolate via fra fotografie, complimenti o mugugni, schede di valutazione e rimpianti. Sono pagine girate, sono finestre chiuse, sono solo ricordi? Sabbia che ci è scivolata fra le dita? Forse no.

Il tempo come lenta crescita

Fratel Pietro e fratel Ferruccio in queste ultime settimane hanno piantato zucche e pomodori, stanno preparando il terreno per altri ortaggi. Il direttore Angelo Nelli ha fatto ripulire come si deve il giardino della scuola, il “secret garden” dove i ragazzi del liceo si riuniscono per complotti indicibili e i bambini delle elementari, contravvenendo a tutte le regole della prudenza, a volte si avventurano per vedere se incontrano un merlo o se abbiamo già rimesso la piscinetta del prossimo centro estivo. Bene, lì nel giardino le piante ci insegnano un altro modo di giudicare il tempo. Se saliamo le scalette e osserviamo le siepi o gli alberi, ridimensionati dopo il forte vento di ottobre scorso, capiamo che il tempo non passa senza farci crescere (maturare, rinverdire, fruttificare). Lentamente, le cose che in questi mesi abbiamo

A Leeds la scuola offre molte opportunità

vissuto come scuola, dalla Prima Comunione ai tornei, dalla giornata della scuola cattolica con il Cardinale alle prove dei saggi di musica e di teatro che si svolgeranno fra pochi giorni (mercoledì 29 saggio di musica delle medie, martedì 4 giugno al teatro della Tosse), dagli esami Cambridge allo scambio dei ragazzi di terza a Leeds (una settimana indimenticabile) tutto ha forma di seme, di gemma, di germoglio. Impariamo dalla forza green della natura a considerarci in crescita, in trasformazione: ogni attività, dalla più quotidiana (le lezioni in classe) a quelle più originali (i gruppi delle medie e del liceo che insieme stanno studiando le piazze di Genova, con uno speciale lavoro di Cooperative Learning, come dicono quelli che studiano). Tutte le attività ci hanno fatto crescere come scuola e come singoli.

Il tempo come sorpresa e gratitudine

Sono un ragazzo fortunato (noi del 66, Lorenzo Jovanotti, Alex Zanardi, Cindy Crawford, io, lo siamo di generazione…). Giro, vedo gente, faccio (poche) cose. Fra le cose che vedo ce ne sono tantissime che mi riempiono di sorpresa. Non sono molto capace di dire grazie a voce alta ma, credetemi, per me e spero per tutta la nostra scuola, non c’è parola più adatta per rispondere a questo tempo che “Grazie”. Ogni singolo giorno, quello che succede allo Champagnat mi fa dire grazie. Ai docenti, ai ragazzi, alle famiglie, per mille motivi.

  • Chi ha messo tre giorni fa’ un vaso di fiori davanti alla statua della Madonna di Fatima in chiesa? Era una signora che non ho riconosciuto, però grazie.
  • Che cosa ha spinto padri e madri a stare vicino ai figli nei momenti speciali delle Comunioni, delle Cresime, dei tornei, dei viaggi? Grazie
  • Chi ha chiesto ai docenti o ai volontari di accompagnare gli alunni della Primaria e delle medie a vedere la Tosca al Carlo Felice? Grazie
  • Che interesse hanno avuto i professori e il preside di una scuola di Leeds di trattare con ogni attenzione e cortesia i nostri docenti e ragazzi subito dopo Pasqua? Grazie
  • Quali docenti, liberamente, sono venuti ai corsi di aggiornamento al sabato mattina sui problemi dell’inclusione, quanti si sono messi in gioco nel corso annuale sulla scuola come luogo di protezione e di benessere dei minori? Grazie
  • Chi immaginava Lorenzo Danesi di 3° media che diventa campione italiano di scacchi della sua categoria? O la gioia dei ragazzi quando ho, sfinito e ormai troppo buono, dato il permesso di portare i pantaloni corti per queste ultime settimane (vero Matilde?). Grazie
  • E la scuola che diventa il set di un video di uno dei migliori rapper del momento, Olly e del suo studio grafico, Guido? Un video pronto a scavalcare le classifiche su Youtube, fra pochi giorni. Grazie
  • E poi offerte anonime, Giuliana e Laura che preparano la Chiesa per la Prima Comunione senza dirlo, ragazzi del liceo che sorridono di nuovo dopo giorni bui, professori che preparano le uscite di classe con precisione e senza guardare orari, genitori che ringraziano con mail e lettere per le gite ben preparate…

Il tempo, questo tempo passato senza scrivere molto sul sito, è un tempo da recuperare e valorizzare con questa magica parola. Grazie.

Il tempo come gestazione, la vita come quei nove mesi

La scuola inizia di solito a metà settembre e finisce ai primi caldi di giugno (arriveranno?) Sono circa nove mesi. Anche il tempo della scuola è tempo di attesa, di trepidazione, davanti ai docenti o agli studenti bisogna cedere il posto, sorridere, fare gli auguri. Ci sono buone probabilità che, pur se fra le fatiche e qualche paura, a giugno nasca qualcosa. E non mi riferisco alle pagelle, ai numeri, alle certificazioni. Personalmente, so che sono in minoranza, credo che quelli non dicono quasi nulla dei vostri figli.

I docenti, i protagonisti numero due della nostra scuola.

Per vedere che cosa nasce ogni anno è opportuno affidarsi allo sguardo di una Madre esperta (noi lo faremo venerdì 31 maggio, con il pellegrinaggio alla Guardia), è importante mettere dei nastrini rosa o celesti per testimoniare le belle notizie e le gioie di tutta la scuola (per esempio festeggiare quando finisce…) Lo faremo anticipando di un giorno la fine della scuola (valeva la pena leggere fin qui solo per questa notizia…). La scuola finirà lunedì 10 giugno e la sera ci potremo incontrare per una festa, un grazie e un arrivederci. Lo faremo anche stando vicini alle classi che devono affrontare gli esami, la terza media e la quinta liceo).

Il tempo in una scuola non è perduto, è vissuto, fra velocità dei giorni e lentezza della crescita, fra gratitudine e sorpresa, fra stanchezza e gioia del cammino. Lo Champagnat cercherà di viverlo e raccontarlo così.

Fratel Massimo Banaudi

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